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Linux sulla cresta dell'onda
di Luca Lusuardi

Linux è una realtà da molti anni, ma negli ultimi mesi c'è stata una vera e propria esplosione di interesse nei confronti di questo OS. Si tratta del sistema operativo con il maggior tasso di crescita del 1998, anche se la sua quota di mercato resta ancora relativamente piccola. Da sistema operativo per "smanettoni" Linux sembra avviato a diventare una ragionevole alternativa commerciale a Windows, ma perché sta succedendo tutto questo?

Da sempre la coppia Linux-Apache (OS - Web Server) è quella più amata dagli ISP (Internet Service Provider) e da tutti quelli che lavorano seriamente su Internet. Non soltanto perché è tutto gratis, ma soprattutto perché si tratta di software estremamente flessibile e testato sul campo per anni, quindi decisamente affidabile. Il fatto che di tutto questo software siano disponibili i sorgenti attraverso la formula dell'Open Source è un altro punto a favore, in quanto la grande comunità di programmatori che ha accesso al codice sorgente può scovare i bug in poco tempo e può rapidamente adattare il software alle nuove esigenze e ai nuovi standard.

E' un fatto noto a tutti che in campo informatico la scelta del sistema operativo sia un po' come la scelta di una religione, e gli "adepti" di Linux sono veramente tanti, soprattutto negli ambienti universitari, dove del resto è nato lo stesso Unix, prima di diventare un prodotto commerciale. Inoltre Linux è diventato il paladino della guerra santa contro Microsoft, e questo gli ha portato ancora più fama, visto il malcontento crescente nei confronti del monopolio di Gates nel mondo dell'informatica. Povero Bill, negli anni '80 tutti erano dalla sua parte contro lo strapotere di IBM, e ora che è Microsoft a dominare il mercato, tutti ce l'hanno con lei… ma questo è il destino dei grandi.

Linux sta però prendendo piede ben al di fuori della nicchia degli ISP e degli "smanettoni", e questo lo deve soprattutto al successo di aziende come RedHat Software o Caldera, che hanno dimostrato come sia possibile fare soldi tramite la formula dell'Open Source. Queste aziende curano infatti due delle più famose distribuzioni di Linux, e ricavano i loro introiti dal valore aggiunto, ovvero da tutto quell'insieme di funzionalità accessorie e di servizi che offrono a chi sceglie di acquistare le loro distribuzioni. Linux si può infatti scaricare gratuitamente da Web, ma se si acquista una distribuzione ufficiale su CD-ROM si ha diritto al supporto tecnico in fase di installazione. Il grande problema che ha ostacolato in passato l'espansione di Linux nel mondo aziendale era proprio il fatto che mancava un referente chiaro in caso di problemi tecnici, mancava un numero di telefono da poter chiamare se non si riusciva a far funzionare le cose a dovere. In buona parte si tratta di un problema psicologico, in quanto i dirigenti che devono fare la scelta di installare un sistema operativo in azienda, vogliono qualcuno sul quale poter scaricare le colpe se le cose vanno male.

L'ultimo punto determinante per il successo di Linux sul lungo termine è il suo basso costo (inesistente, per l'esattezza). Questo non è soltanto vantaggioso per i poveri studenti universitari senza soldi, ma anche per le grandi aziende, visti i costi astronomici dei sistemi operativi Unix. E' infatti molto ragionevole ritenere che il successo di Linux negli ambienti aziendali non sia a scapito di NT, ma di Unix. NT è un po' l'AS-400 di fine millennio, una soluzione chiavi-in-mano per la piccola e media impresa, adatta a mettere in piedi una rete aziendale di PC con software solo Microsoft: Microsoft Office per la produttività personale, SQL Server come base di dati, IIS come Web Server, Windows NT come OS e BackOffice come colla per tenere il tutto insieme. Non si tratta esattamente della scelta migliore per gli ambienti eterogenei e/o per una massiccia presenza su Internet, in questi campi il dominio delle soluzioni Unix è ancora ben saldo, ed è qui che che Linux sta guadagnando quote di mercato. Se uno dei maggiori punti di forza dei sistemi Microsoft è la relativa facilità di gestione, allora uno dei maggiori punti deboli di Linux è la notevole complessità, ma questa complessità non è un problema per una azienda che abbia già esperienza con dei sistemi Unix, mentre è praticamente inaffrontabile per una azienda che ha sempre utilizzato soluzioni Microsoft.

Che senso ha dunque porre Linux come antagonista alla piattaforma Windows? Al momento non molto, ma in futuro le cose potrebbero cambiare. La complessa natura Unix di Linux è evidente e non potrà mai venire eliminata, ma si può fare molto per nasconderla agli occhi dell'utente finale. Prima di tutto occorre creare una GUI piacevole e il più possibile simile a Windows, per consentire una migrazione indolore. Poi è assolutamente indispensabile offrire un software di installazione estremamente automatizzato visto che l'installazione di un sistema Linux è ancora oggi tutt'altro che banale. Queste sono le condizioni preliminari indispensabili per poter allargare la base installato di Linux a scapito di Windows, e la speranza è che questo allargamento porti allo sviluppo di un mercato di applicativi un po' più ampio. Se si vuole poi cercare di far entrare Linux nel mercato consumer è indispensabile mettere a punto una interfaccia standard per l'accesso efficiente all'hardware multimediale (scheda 3D e scheda audio in testa), così come Microsoft ha fatto con DirectX, e sperare che questo stimoli lo sviluppo di un mercato di videogiochi. Quest'ultima prospettiva oggi sembra molto remota, ma è un dato di fatto che il costo relativo del sistema operativo (Windows) rispetto all'hardware sia enormemente cresciuto negli ultimi anni e che i produttori di hardware sarebbero ben contenti di poter usare un OS gratuito sulle loro macchine più economiche. Il mercato dei PC sotto i 1000$ è diventato fondamentale in America, dove addirittura si parla già di mercato dei PC sotto i 500$. Questa enorme riduzione di costo comporta una riduzione dei margini di guadagno per i produttori di hardware, mentre nel frattempo Microsoft continua ad aumentare il costo di Windows, tanto da rendere il sistema operativo una delle voci più importanti per la definizione del prezzo dei PC di fascia bassa. Se il costo dei PC continuasse a calare con questo ritmo ben presto il prezzo da pagare per Windows diventerebbe insostenibile, e quindi la prospettiva di usare Linux è molto allettante.

La direzione presa sembra proprio essere quella giusta, ma solo il tempo potrà dire se Linux riuscirà a guadagnare terreno a scapito di Windows. Al momento il suo successo, ottenuto a scapito degli Unix tradizionali, è trainato dall'esplosione di Internet e dall'arrivo di società come Red Hat e Caldera che offrono finalmente supporto tecnico e valore aggiunto a Linux. Tutto il resto è il solito polverone giornalistico che monta immancabilmente intorno alle "mode" dell'informatica. Linux non è ancora pronto per competere commercialmente con Windows, ma potrebbe esserlo molto presto.

Articolo proveniente da <PC Inside>
Copyright © 1999 Luca Lusuardi

Articolo#04: [pubblicato il 12/06/99]

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